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	<description>Laboratorio di Artigianato Artistico</description>
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		<title>Vivere d&#8217;Arte n. 20</title>
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		<pubDate>Thu, 24 Mar 2011 05:57:34 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Il Giornalino]]></category>
		<category><![CDATA[Artigianato artistico]]></category>
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		<category><![CDATA[Mercatini artigianali]]></category>
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		<description><![CDATA[Ecco il numero 20 di Vivere d&#8217;Arte, giornalino dell&#8217;Ass. Nazionale Arte e Mestieri Manuali Creativi in Strada. Buona lettura! Vivere D&#8217;Arte Numero 20]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ecco il numero 20 di Vivere d&#8217;Arte, giornalino dell&#8217;Ass. Nazionale Arte e Mestieri Manuali Creativi in Strada. Buona lettura!</p>
<p><a title="View Vivere D'Arte Numero 20  on Scribd" href="http://www.scribd.com/doc/51438812/Vivere-D-Arte-Numero-20" style="margin: 12px auto 6px auto; font-family: Helvetica,Arial,Sans-serif; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; font-size: 14px; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal; -x-system-font: none; display: block; text-decoration: underline;">Vivere D&#8217;Arte Numero 20 </a><iframe class="scribd_iframe_embed" src="http://www.scribd.com/embeds/51438812/content?start_page=1&#038;view_mode=list&#038;access_key=key-1sw0jwl7hzxzs1nfmimz" data-auto-height="true" data-aspect-ratio="0.706697459584296" scrolling="no" id="doc_33075" width="100%" height="600" frameborder="0"></iframe><script type="text/javascript">(function() { var scribd = document.createElement("script"); scribd.type = "text/javascript"; scribd.async = true; scribd.src = "/javascripts/embed_code/inject.js?1300910718"; var s = document.getElementsByTagName("script")[0]; s.parentNode.insertBefore(scribd, s); })();</script></p>
<p><a class="a2a_dd a2a_target addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save#url=http%3A%2F%2Fwww.selvaticamente.it%2Fartigianato%2F%3Fp%3D378&amp;title=Vivere%20d%E2%80%99Arte%20n.%2020" id="wpa2a_2"><img src="http://www.selvaticamente.it/artigianato/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share"/></a></p>]]></content:encoded>
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		<title>Festa dei Gumbi a Toirano</title>
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		<pubDate>Thu, 27 Jan 2011 19:34:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>selvatici</dc:creator>
				<category><![CDATA[Fiere e Sagre]]></category>
		<category><![CDATA[Artigianato artistico]]></category>
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		<category><![CDATA[Borse in cuoio]]></category>
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		<description><![CDATA[La Festa dei gumbi si svolge a Toirano (SV) la prima settimana di agosto, il mercatino artigianale che comprende  una quarantina di espositori selezionati da due Associazioni aderenti ad A.R.M.E.S.M.A. si snoda lungo piazzette e vie dell&#8217;antico borgo. Ottimamente organizzato è una buona occasione di lavoro per gli artigiani espositori, infatti durante i tre giorni dei Gumbi (frantoi) migliaia di&#8230; <a href="http://www.selvaticamente.it/artigianato/?p=335">(more...)</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La Festa dei gumbi si svolge a <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Toirano">Toirano</a> (SV) la prima settimana di agosto, il mercatino artigianale che comprende  una quarantina di espositori selezionati da due Associazioni aderenti ad <a href="http://www.armesma.it/">A.R.M.E.S.M.A.</a> si snoda lungo piazzette e vie dell&#8217;antico borgo. Ottimamente organizzato è una buona occasione di lavoro per gli artigiani espositori, infatti durante i tre giorni dei Gumbi (frantoi) migliaia di persone affollano il piccolo borgo. Per noi è anche l&#8217;occasione di incontrare molti amici-amiche del Ponente Ligure.</p>
<p style="text-align: center;">
<div id="attachment_153" class="wp-caption aligncenter" style="width: 425px"><a href="http://www.selvaticamente.it/artigianato/wp-content/uploads/2011/01/Toirano2007-051.jpg"><img class="size-full wp-image-153 " title="Toirano2007 051" src="http://www.selvaticamente.it/artigianato/wp-content/uploads/2011/01/Toirano2007-051.jpg" alt="" width="415" height="311" /></a><p class="wp-caption-text">Manù e un&#39;amica: &quot;Festa dei Gumbi&quot; di Toirano </p></div>
<p><a class="a2a_dd a2a_target addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save#url=http%3A%2F%2Fwww.selvaticamente.it%2Fartigianato%2F%3Fp%3D335&amp;title=Festa%20dei%20Gumbi%20a%20Toirano" id="wpa2a_4"><img src="http://www.selvaticamente.it/artigianato/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share"/></a></p>]]></content:encoded>
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		<title>La ricerca del &#8220;Bello&#8221;</title>
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		<pubDate>Wed, 26 Jan 2011 13:07:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>selvatici</dc:creator>
				<category><![CDATA[Appunti]]></category>
		<category><![CDATA[Artigianato artistico]]></category>
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		<category><![CDATA[Creatività]]></category>

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		<description><![CDATA[di William Morris A parte il mio desiderio di produrre qualcosa di bello, la principale passione della mia vita era, ed è tuttora, l&#8217;odio per la «civiltà» moderna. Devo parlare della mia speranza della sua distruzione? E nella sua sostituzione con il socialismo? Devo parlare del suo dispotismo? Del suo abuso di forza meccanica, della sua socialità tanto povera; dei&#8230; <a href="http://www.selvaticamente.it/artigianato/?p=298">(more...)</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/William_Morris">William Morris</a></p>
<p><img class="alignleft" src="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/f/fa/Wmmorris3248.jpg/175px-Wmmorris3248.jpg" alt="" width="175" height="246" />A parte il mio desiderio di produrre qualcosa di bello, la principale passione della mia vita era, ed è tuttora, l&#8217;odio per la «civiltà» moderna. Devo parlare della mia speranza della sua distruzione? E nella sua sostituzione con il socialismo? Devo parlare del suo dispotismo? Del suo abuso di forza meccanica, della sua socialità tanto povera; dei nemici di questa socialità, che sono i ricchi, della sua perfetta organizzazione, che è la miseria della vita? Del suo disprezzo per i piaceri semplici, che ognuno potrebbe godere se non fosse per la sua idiozia? Della cieca volgarità che ha distrutto l&#8217;arte, unico conforto del lavoro? (…)</p>
<p>Riassumendo, lo studio della storia e l&#8217;amore e la pratica dell&#8217;arte mi hanno costretto ad odiare una civiltà che, se le cose dovessero rimanere come sono, cambierebbe la storia in una idiozia inutile e farebbe dell&#8217;arte una collezione di curiosità del passato, che non avrebbe alcuna connessione seria con la vita reale. Ma la coscienza della rivoluzione in atto in seno alla nostra odiosa società moderna mi ha impedito, essendo più fortunato di molti altri per quanto riguarda la sensibilità artistica, da una parte di cristallizzarmi in una mera critica contro il &#8220;progresso  e dall&#8217;altra di perdere tempo ed energia in uno qualsiasi dei numerosi progetti coi quali i quasi-artisti delle classi medie sperano di sviluppare l&#8217;arte il giorno che non abbia più radici (…)</p>
<p>Forse alcuni dei nostri amici diranno: che c&#8217;entriamo noi in questa questione di storia e di arte? Per mezzo della socialdemocrazia vogliamo guadagnare una esistenza decente; vogliamo vivere, in qualche modo, e subito. Certamente chiunque pretenda di credere che la questione dell&#8217;arte e della cultura debba venire prima di quella del coltello e della forchetta non capisce il significato dell&#8217;arte. Le cui radici possono attecchire solo in un terreno di vita prospera e serena.</p>
<p>Ora è necessario ricordare che la civiltà ha ridotto i lavoratori a un&#8217;esistenza talmente miserabile e pietosa che essi appena comprendono come dar forma al desiderio di una vita migliore di quella che adesso subiscono… All&#8217;arte quindi compete di stabilire il vero ideale, una vita piena e ragionevole per il lavoratore, una vita nella quale la percezione e la creazione della bellezza, il godimento del vero piacere, vengono considerate necessarie per l&#8217;uomo come il suo pane quotidiano, in modo che nessun uomo o gruppo di uomini, possa esserne privato, se non con un atto reazionario contro cui si saprà ben resistere.</p>
<p><a class="a2a_dd a2a_target addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save#url=http%3A%2F%2Fwww.selvaticamente.it%2Fartigianato%2F%3Fp%3D298&amp;title=La%20ricerca%20del%20%E2%80%9CBello%E2%80%9D" id="wpa2a_6"><img src="http://www.selvaticamente.it/artigianato/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share"/></a></p>]]></content:encoded>
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		<title>Cosa è l&#8217;Artigianato</title>
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		<pubDate>Tue, 25 Jan 2011 14:48:08 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[ARTIGIANATO: ARTI/già/NATE, capacità naturale e attività primaria dell&#8217;uomo svolta per il proprio sostentamento materiale ed estetico che distingue il genere umano dalle altre forme viventi, diritto umano primario per eccellenza al proprio sostentamento. 1) il vero Artigiano: di chi fa un arte a mano, di chi esercita un mestiere manuale in proprio, con utensili, attrezzi e macchinari a guida manuale&#8230; <a href="http://www.selvaticamente.it/artigianato/?p=273">(more...)</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" src="http://www.armesma.it/img/struttura/logonazionale.JPG" alt="" width="250" height="281" />ARTIGIANATO: ARTI/già/NATE, capacità naturale e attività primaria dell&#8217;uomo svolta per il proprio sostentamento materiale ed estetico che distingue il genere umano dalle altre forme viventi, diritto umano primario per eccellenza al proprio sostentamento.<br />
1) il vero Artigiano: di chi fa un arte a mano, di chi esercita un mestiere manuale in proprio, con utensili, attrezzi e macchinari a guida manuale adatti a singole lavorazioni attraverso la trasformazione delle materie prime naturali o loro semilavorati con un organizzazione del lavoro individuale e/o familiare per la produzione (non su commissioni d&#8217;impresa) di oggetti d&#8217;uso e/o artistici e con la vendita diretta dei propri manufatti nel luogo di produzione o in mercati specifici e/o tradizionali o a fianco delle altre figure di produttori diretti (i piccoli coltivatori diretti e gli artisti).<br />
<span id="more-273"></span> 2) l’artigiano dispone di attrezzi e mezzi di produzione semplice, di cui è proprietario, esegue tutte le fasi della lavorazione, fino al prodotto finito: ideazione, creazione e vendita diretta, tre lavori in un unica figura con vendita diretta, in bottega per chi ha la possibilità di averla, ma essendo i più artigiani casalinghi o con laboratori in zone non di pregio, o in campagna, gli artigiani manuali tutti, devono poter accedere liberamente nei mercati tradizionali e in percorsi turistici, settore a cui si rivolge gran parte dei manufatti realizzati, con la sola domanda comunale di concessione di suolo pubblico.<br />
3) l’artigiano manuale esercita un mestiere tradizionale e artistico per la produzione di oggetti d’uso o artistici in modo autonomo, indipendente, è auto-lavoro di chi organizza liberamente I modi e I tempi per l’attività lavoratica, lavoro in prorpio che non è certo l’impresa.</p>
<hr size="2" />Oggi cosa è per noi un Artigiano :</p>
<p>- E&#8217; prima di tutto un uomo o una donna che ha scelto le sue mani e creatività come fonte di reddito nel senso che produce dei manufatti che cederà a terzi in cambio di moneta o altro per il sostentamento suo e della famiglia .<br />
- E&#8217; un uomo o una donna che con la conoscenza e l&#8217;esperienza acquisita nel corso degli anni della sua attività, dalle materie prime alle tecniche di lavorazione, è referente per la società civile in quel campo.<br />
- Di fatto diventa Artigiano nel momento che comincia a lavorare la materia prima scelta e comincia a produrre oggetti .<br />
- La personale esperienza e ingegno nell&#8217;ambito del proprio lavoro, può portare a creare dei manufatti di propria invenzione anche senza essere necessariamente lui un artista. E&#8217; il custode tramite il quale le generazioni future potranno apprezzare e conoscere le civiltà passate, le arti e i mestieri manuali che hanno attraversato la vita e la storia dell&#8217;uomo.</p>
<hr size="2" />Oggi cosa NON E&#8217; per noi un Artigiano : &#8211; Non è l&#8217; imprenditore artigiano così come definito dall&#8217;attuale legge sull&#8217;artigianato visto il tipo di lavorazioni ammesse, di serie, standardizzate, automatizzate che nulla hanno a che vedere con la storia, la cultura e il lavoro dell&#8217;artigiano: è la piccola e media impresa industriale camuffate da artigiane con grave danno per i veri artigiani che dovendo cosi sottostare a tasse, contributi e oneri burocratici, come per le imprese, si estinguono cancellando cosi lavori, sapere e culture.<br />
- L&#8217;impresa artigiana anche quella che usa tecniche e metodi artigianali si distingue dall&#8217;artigiano manuale proprio in quanto impresa: ha operai, suddivisione del lavoro, dà lavoro a terzi e ha una logica totalmente diversa: produrre tanto nel minor tempo e costo possibile, l&#8217;imprenditore usa il suo capitale per produrre altro capitale ,quindi l&#8217;impresa anche quando è artigiana è diversa dall&#8217;artigiano manuale, libero lavoro, autolavoro, lavoro per la propria sussistenza: arte, manualità, creatività e ingegno<br />
- Non fornisce servizi ma dei manufatti. Quindi non è Artigiano produttore l&#8217;idraulico, l&#8217;autotrasportatore, il barbiere, il parrucchiere, il meccanico etc&#8230;<br />
- Non è un artista nel senso che l&#8217;artista non è assolutamente obbligato ad conoscere la materia con quale opera.<br />
- Non è il possesso di incartamenti, licenze, diplomi o altro che definisce se un uomo o una donna siano Artigiani o no , ma l&#8217;esperienza e la manualità acquisita nel corso della loro attività .</p>
<hr size="2" />Cosa E&#8217; un Libero Artigiano oggi : &#8211; Una persona che si riconosca nei criteri sopra elencati.<br />
- Una persona che rifiuta la logica dello sfruttamento altrui come sistema sociale.<br />
- Una persona che rifiuta il sistema di crescita forsennata stabilito dal sistema capitalistico attuale perché tale sistema opprime lui e la sua attività.<br />
- Una persona che è cosciente dell&#8217;eliminazione progressiva della sua figura sociale da parte del sistema neo-liberiste attuale con i seguenti metodi :<br />
1) la scomparsa della sua categoria nei vari codici di attività<br />
2) la sua comparazione alla piccola e media impresa<br />
3) il carico fiscale uguale alle piccole e medie imprese<br />
4) la sua definitiva dequalificazione con la scomparsa per legge delle corporazioni (il sindacato della categoria)<br />
5) l&#8217;estensioni delle certificazioni, obblighi assistenziali, fiscali e burocratici in modo uguale tra le imprese e i VERI ARTIGIANI .<br />
6) la sua progressiva emarginazione da qualsiasi forma di riconoscimento.</p>
<p><a class="a2a_dd a2a_target addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save#url=http%3A%2F%2Fwww.selvaticamente.it%2Fartigianato%2F%3Fp%3D273&amp;title=Cosa%20%C3%A8%20l%E2%80%99Artigianato" id="wpa2a_8"><img src="http://www.selvaticamente.it/artigianato/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share"/></a></p>]]></content:encoded>
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		<title>Piccoli contadini e artigiani manuali</title>
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		<pubDate>Tue, 25 Jan 2011 13:43:35 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[PICCOLI CONTADINI E ARTIGIANI MANUALI SENZA DIPENDENTI SONO IMPRESE? LE BASI TEORICHE PER UNA NUOVA LEGGE CHE LIBERALIZZI I MESTIERI MANUALI RURALI E ARTIGIANI A BASSO CAPITALE INVESTITO L&#8217;impresa acquista i fattori a un certo prezzo, li riunisce e tenta di venderne i prodotti a un prezzo superiore&#8230; Il compito essenziale dell&#8217;impresa è di prendere decisioni. Essa deve decidere che&#8230; <a href="http://www.selvaticamente.it/artigianato/?p=261">(more...)</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>PICCOLI CONTADINI E ARTIGIANI MANUALI </strong><br />
<strong>SENZA DIPENDENTI SONO IMPRESE?</strong></p>
<p><strong>LE BASI TEORICHE PER UNA NUOVA LEGGE CHE LIBERALIZZI I MESTIERI MANUALI RURALI E ARTIGIANI A BASSO CAPITALE INVESTITO</strong></p>
<p><a href="http://www.selvaticamente.it/artigianato/wp-content/uploads/2011/01/H3.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-262" title="H3" src="http://www.selvaticamente.it/artigianato/wp-content/uploads/2011/01/H3-225x300.jpg" alt="" width="225" height="300" /></a>L&#8217;impresa acquista i fattori a un certo prezzo, li riunisce e tenta di venderne i prodotti a un prezzo superiore&#8230; Il compito essenziale dell&#8217;impresa è di prendere decisioni. Essa deve decidere che cosa produrre, quali fattori e quale processo produttivo usare e quanti beni immettere sul mercato in ogni unità di tempo&#8230;(da G.L.S. Shackle, Capire l&#8217;economia, Feltrinelli 1970, pagg.36-37).</p>
<p>L&#8217;imprenditore ha il compito di coordinare l&#8217;impiego dei vari fattori produttivi&#8230; il compito dell&#8217;imprenditore in un contesto dinamico appare più complesso. L&#8217;attività imprenditoriale presenta due aspetti e momenti. Il primo consiste nell&#8217;anticipazione delle situazioni economiche che si verranno a creare nel futuro, il secondo nella determinazione di situazioni nuove. Secondo il Knight è il primo aspetto che caratterizza l&#8217;attività imprenditoriale; secondo lo Schumpeter questa consiste essenzialmente nella determinazione di nuove, diverse e più efficienti combinazioni produttive e nella produzione di nuovi prodotti che continuamente mutano la struttura del sistema economico: è quindi il secondo aspetto che contraddistingue l&#8217;attività imprenditoriale. E&#8217; l&#8217;attività imprenditoriale che promuove l&#8217;applicazione dei risultati del progresso tecnologico all&#8217;attività produttiva e lo stimola e che favorisce il processo di accumulazione capitalistica. Essa appare quindi strettamente connessa alle caratteristiche dinamiche del sistema, tanto che il Knight e lo Schumpeter, pur accentuando, come si è osservato, diversi aspetti dell&#8217;imprenditore, ritengono che solo in un contesto dinamico si possa parlare propriamente di imprenditore.(prof. Siro Lombardini, Appunti dalle lezioni di Economia Politica, vol.III, Milano La Goliardica 1961).<br />
<span id="more-261"></span><br />
L&#8217;impresa è quell&#8217;organismo che attende alla raccolta e alla combinazione dei fattori produttivi in vista della fabbricazione dei prodotti (o dell&#8217;apprestamento dei servizi) da offrire sul mercato in cambio di un prezzo.Per effetto dell&#8217;estendersi della divisione del lavoro la produzione nell&#8217;economia contemporanea avviene per il mercato. Non è escluso che determinati soggetti producano per il consumo individuale o per il consumo domestico esclusivamente. Ma si tratta di casi eccezionali.Pertanto è caratteristica essenziale dell&#8217;impresa l&#8217;assunzione del rischio inerente alla produzione. Sono da distinguere due tipi di rischio: rischio che la merce prodotta non trovi sul mercato domanda adeguata (rischio economico) e rischio connesso alla stessa tecnica de/processo produttivo soggetto, come qualsiasi forma di attività umana, a sinistri e ad alee d&#8217;ordine diverso (rischio tecnico).Sono rare sopravvivenze di forme superate di economia i casi di produzione fatta esclusivamente dietro ordinazione che evidentemente è sottratta al rischio economico. Impropriamente si è soliti comprendere fra le imprese gli organismi che operano secondo quel principio; essi vengono denominati impre­se imperfette, in contrasto con le imprese perfette che sono le vere e proprie imprese&#8230;La figura dell&#8217;impresa imperfetta è connessa a forme primitive di organizzazione economica&#8230;(da Francesco Vito, Economia Politica, vol.11<sup>0 </sup>Il prezzo e la distribuzione, pagg.141 ,142, Milano, Editore Giuffrè, 1964).</p>
<p>L&#8217;esistenza e la conservazione dell&#8217;artigianato è un obbiettivo riconosciuto dell&#8217;attuale politica sociale che vede nella figura del lavoratore indipendente, quale è quella dell&#8217;artigiano, uno dei mezzi per arrestare il processo di proletarizzazione della società. (F.Vito, op.cit. pag.143)</p>
<p>Art. 2082 del Codice Civile: Imprenditore. E&#8217; imprenditore chi esercita professionalmente un&#8217;attività economica organizzata al fine della produzione o dello scambio di beni o di servizi.</p>
<p>- a) Esercizio di un&#8217;attività ECONOMICA al fine della PRODUZIONE e dello SCAMBIO di BENI o SERVIZI.<br />
economica: creatrice di nuove utilità (nuovi beni o maggior valore di quelli esistenti); bene: qualsiasi entità materiale o meno suscettibile di soddisfare un bisogno umano; servizio: una prestazione personale idonea a soddisfare un bisogno; produzione: attività creatrice di beni o servizi, che è economica solo se è svolta per il mercato, sia nell&#8217;interesse di tutti, di alcuni o di uno soltanto; scambio: è un &#8216;attività d&#8217;interposizione fra chi produce e chi consuma, che è sempre attività economica; N.B. Le professioni intellettuali non costituiscono mai impresa perchè il codice esclude l&#8217;applicazione delle norme relative agli imprenditori.</p>
<p>- b) L&#8217;attività economica deve essere ORGANIZZATA L&#8217;imprenditore che è il capo dell&#8217;impresa impartisce le disposizioni circa le modalità di svolgimento del lavoro dei suoi dipendenti e/o stabilisce l&#8217;utilizzo dei beni di cui dispone aifini di produzione o di scambio.</p>
<p>- c) PROFESSIONALITA&#8217; indica l&#8217;abitualità, la durevolezza, la sistematicità. Non è necessaria 1) la permanenza (es. attività stagionali); 2) che sia l&#8217;unica attività svolta.</p>
<p>Art. 2083 del Codice Civile: Piccoli imprenditori. Sono piccoli imprenditori i coltivatori diretti del fondo, gli artigiani, i piccoli commercianti e coloro che esercitano un&#8217;attività professionale organizzata prevalentemente con il lavoro proprio e dei componenti della famiglia.</p>
<p>Art. 35 della Costituzione Italiana. La Repubblica tutela il lavoro in tutte le sue forme ed applicazioni.</p>
<p>CONSEGUENZE</p>
<p>Come si può vedere dalle definizioni dei testi di economia di cui sopra, al codice civile sfugge una categoria economica essenziale nella vita dei popoli: quella dei mestieri, cioè dei contadini e degli artigiani manuali con piccole produzioni quasi personalizzate per mercati locali; a breve distanza dai luoghi di residenza o per pochi rivenditori. Ne resta un qualche traccia nella definizione dei piccoli imprenditori, data all&#8217;Art. 2083, che però è stata saccheggiata e unificata a quella dell&#8217;imprenditore a partire dalle leggi sull&#8217;apprendistato, che hanno portato alla totale sparizione dell&#8217;apprendistato nelle botteghe artigiane con un solo titolare, vietando la trasmissione di mestieri millenari. (…)</p>
<p>Tali attività economiche, che hanno formato buona parte del paesaggio, della civiltà e del carattere italiano, non rispondono in alcun modo alle definizioni dell&#8217;impresa. In diversi casi non acquistano né mettono insieme dei fattori della produzione che si trovano separati, ma li trovano o in tutto o in parte direttamente in natura o da dettaglianti in piccole quantità a breve distanza dal luogo di lavoro e/o di residenza.Nei mestieri il responsabile dell&#8217;attività riunisce nella sua persona la parte esecutiva e condivide la parte ideativa con una cultura locale ed un committente. Non è un&#8217;attività organizzata perché non deve organizzare pezzi divisi e disordinati, i pezzi sono già legati insieme e ordinati da una preesistente tradizione di paesaggio, civiltà rurale o manuale e nella persona dell&#8217;unico artigiano e dei suoi familiari. Il mestiere non coordina l&#8217;impiego dei vari fattori produttivi in quanto non esiste divisione del lavoro, fenomeno essenziale alla presenza di un imprenditore. Non esiste catena di montaggio, il capitale investito in tecno­logia è scarso o assente, e nessuna operazione è parcellizzata.</p>
<p>Addirittura il mestiere non è nemmeno separato dal resto della vita sociale e contribuisce notevolmente ad elevarne la qualità culturale, la solidarietà e il controllo comunitario, svolgendo gratuitamente compiti di pubblica utilità che allo stato costerebbero carissimi e non sarebbero comunque surrogabili. Il mestiere richiede un tempo lungo per essere appreso ai livelli di qualità necessari e perciò fa produrre sempre le stesse cose seppur sempre diverse perché ogni oggetto ha aspetti anche minimi di particolarità, le scelte relativamente ai prodotti specifici sono spesso il risultato di una decisione complessa e personale, una sintesi fra i clienti, i produttori e gli usi locali. Il mestiere non decide quali fattori usare perché può inventare adattamenti e miglioramenti, ma la tecnologia utilizzata è poca e la quantità di beni da immettere sul mercato già definita e scarsa, anche il mercato è ristretto nella dimensione, spesso a breve distanza dal luogo di produzione e controllabile da una sola persona.</p>
<p>Il mestiere artigiano manuale e contadino non anticipa situazioni di mercato nuove e se le anticipa non ne ricava grandi profitti, ma garantisce la sicurezza rispetto a bisogni primari e a domande di alta vischiosità che escono dalla moda e fanno parte dei costumi e della civiltà di un popolo. il mestiere non determina situazioni economiche nuove ma garantisce la riproducibilità e la custodia degli elementi dell&#8217;ambiente e della cultura che sono presupposti essenziali della salute umana, animale, vegetale e di quei fondamenti della civiltà senza i quali nessuna novità economica è possibile.</p>
<p>Il mestiere non contribuisce al progresso tecnologico che deriva specificamente dall&#8217;attività imprendi­toriale e industriale.Il mestiere è influenzato dalla tecnologia solo quando questa diventa costume sociale diffuso, mentre contribuisce al progresso tecnico, a basso contenuto di energia, sostituibile in molti casi con energia umana o animale.Il mestiere non contribuisce al processo di accumulazione capitalistica e non è in un contesto di mercato dinamico perché necessita di un mercato fisso e di rispondere a bisogni stabili nel tempo, in buona parte a dimensione locale. Non produce per il Mercato cioè per un ambito nazionale o internazionale che necessita di un&#8217;organizzazione distributiva.Non ha rischio economico e nemmeno i profitti corrispondenti, ha solo rischi tecnici in molti casi anch&#8217;essi minimizzabili con l&#8217;abilità personale. Non ha professionalità che costa al pubblico erario, con alti livelli di alfabetizzazione e lunghi anni di scolarizzazione teorica, le sue abilità sono apprese in massima parte nell&#8217;ambito della cultura orale, con l&#8217;apprendistato e l&#8217;esperienza personale. Non ha dipendenti, perché i familiari non sono tali e nemmeno gli apprendisti che imparano un mestiere manuale. Sono quanto meno imprese imperfette, ma possono aspirare ad essere definite secondo un&#8217;altra tipologia, in quanto l&#8217;impresa, nascendo dalla divisione del lavoro, postula, presuppone e produce la proletarizzazione.</p>
<p>I mestieri sono attività produttive elementari e do­mestiche, ad alto valore sociale, ambientale, culturale, che per loro natura svolgono un ruolo di pubblico interesse. E&#8217; anticostituzionale non fare una legislazione specifica per loro e perciò penalizzarle con la motivazione che si tratta di forme primitive di organizzazione economica. Il diritto al libero esercizio del lavoro comporta il divieto per lo stato di cancellare delle attività economiche sulla base della loro supposta primitività. Perciò le attuali leggi, ad es. sull&#8217;apprendistato, sono legittime finché si tratta di industria o di attività artigianali con dipendenti, divisione del lavoro, e/o notevole investimento tecnologico, ma nel caso del contadino e dell&#8217;artigiano manuale di bottega possiedono elementi di incostituzionalità perché l&#8217;apprendistato è l&#8217;unico modo per apprendere veramente tali mestieri e non è sostituibile da altro tipo di scuola. Inoltre, per l&#8217;attività individuale a basso capitale investito, il tempo per istruire un apprendista (non più di uno o due) è notevole e va considerato scuola, cioè attività di pubblico interesse con relativi sgravi fiscali-burocratici e coperture assicurative per gli apprendisti da parte degli enti pubblici. Sulla base delle definizioni di cui sopra è legittimo formulare una legge di liberalizzazione dei mestieri che costruisca per queste attività uno specifico regime fiscale, sanitario, urbanisticoedilizio, previdenziale-assicurativo, formativo-scolastico.</p>
<p>Gotila Ponziano (L’Inventario della Fierucola)</p>
<p><a href="http://www.selvaticamente.it/artigianato/wp-content/uploads/2011/01/H3.jpg"><br />
</a></p>
<p><a class="a2a_dd a2a_target addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save#url=http%3A%2F%2Fwww.selvaticamente.it%2Fartigianato%2F%3Fp%3D261&amp;title=Piccoli%20contadini%20e%20artigiani%20manuali" id="wpa2a_10"><img src="http://www.selvaticamente.it/artigianato/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share"/></a></p>]]></content:encoded>
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		<title>Uso e contemplazione</title>
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		<pubDate>Tue, 25 Jan 2011 13:28:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>selvatici</dc:creator>
				<category><![CDATA[Appunti]]></category>
		<category><![CDATA[Artigianato artistico]]></category>
		<category><![CDATA[Creatività]]></category>
		<category><![CDATA[Octavio Paz]]></category>

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		<description><![CDATA[di Octavio Paz L&#8217;artigianato fa parte di un mondo che precede la separazione fra l&#8217;utile e il bello. Questa separazione è più vicina a noi di quel che normalmente si crede. Molti degli artefatti che sono ospitati in musei e collezioni private, in precedenza erano stati parte di quel mondo in cui la bellezza non era un valore isolato ed&#8230; <a href="http://www.selvaticamente.it/artigianato/?p=259">(more...)</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Octavio_Paz">Octavio Paz</a></p>
<p><img class="alignleft" src="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/3/3e/Paz0.jpg/200px-Paz0.jpg" alt="" width="200" height="292" />L&#8217;artigianato fa parte di un mondo che precede la separazione fra l&#8217;utile e il bello. Questa separazione è più vicina a noi di quel che normalmente si crede. Molti degli artefatti che sono ospitati in musei e collezioni private, in precedenza erano stati parte di quel mondo in cui la bellezza non era un valore isolato ed autonomo. …<br />
È forse superfluo ripetere che l&#8217;arte non è un concetto: l&#8217;arte è una cosa dei sensi.<br />
La sovrapproduzione di oggetti sempre più perfetti ed uguali è la precisa controparte della consacrazione dell&#8217;opera d&#8217;arte come oggetto unico. &#8230;<br />
La bellezza del design industriale è di natura concettuale: se esprime qualcosa, è la precisa accuratezza di una formula. È il segno di una funzione. La sua razionalità lo confina ad una e solo ad una alternativa: o funziona o non funziona. Nel secondo caso finisce in discarica.<br />
Non è solo la sua utilità che rende un pezzo d&#8217;artigianato così interessante. Questo dipende anche da una complicità intima con i nostri sensi ed è per questo che è così difficile disfarsene. È come buttare via un vecchio amico.<br />
<span id="more-259"></span><br />
&#8230; Un punto oscuro nella sensibilità moderna: la nostra incapacità di interrelare bellezza e utilità. Due ostacoli ingombrano la strada. La religione dell&#8217;arte ci vieta di guardare l&#8217;utile come bello; l&#8217;adorazione per l&#8217;utilità ci fa pensare alla bellezza non come presenza, ma come funzione. &#8230;<br />
L&#8217;artigianato è una mediazione tra le due posizioni: le sue forme non sono determinate dal principio dell&#8217;efficienza ma da quello del piacere, che è sempre uno spreco, e per cui non ci sono regole. &#8230; Nei lavori di artigianato c&#8217;è un continuo slittare avanti e indietro tra utilità e bellezza. Questo scambio continuo ha un nome: piacere. Le cose piacciono perché sono utili e belle. &#8230; I lavori d&#8217;artigianato soddisfano un bisogno non meno imperativo di fame e sete: il bisogno di godere, di deliziarci delle cose che vediamo e tocchiamo, quale che possa essere il loro uso quotidiano. Questo bisogno non è riducibile né all&#8217;ideale matematico che è la norma del design industriale né ai riti esclusivi della religione dell&#8217;arte. Il piacere che dà l&#8217;artigianato è una doppia trasgressione: contro il culto dell&#8217;utilità e contro il culto dell&#8217;arte. &#8230;</p>
<p>Fatto dalla mano dell&#8217;uomo, il pezzo d&#8217;artigianato conserva l&#8217;impronta &#8211; concreta o metaforica &#8211; del suo costruttore. Questa impronta non è la firma dell&#8217;artista. Non è neanche un marchio di fabbrica. Piuttosto è un segno: una cicatrice poco visibile, sbiadita, che ci ricorda la fratellanza originale degli esseri umani e la loro separazione. Fatto dalla mano dell&#8217;uomo, il pezzo d&#8217;artigianato è fatto per la mano dell&#8217;uomo: possiamo non solo guardarlo ma carezzarlo con le nostre dita. Noi guardiamo un&#8217;opera d&#8217;arte ma non la tocchiamo. &#8230; La nostra relazione con l&#8217;oggetto industriale è funzionale; con l&#8217;oggetto d&#8217;arte, semi-religiosa, con l&#8217;oggetto d&#8217;artigianato, corporale. Quest&#8217;ultima nei fatti non è una relazione ma un contatto. La natura transpersonale di un pezzo d&#8217;artigianato è espressa direttamente e immediatamente, in sensazioni: il corpo è partecipazione. …<br />
Il pezzo fatto a mano è un segno che esprime la società umana in un modo che gli è proprio: non come lavoro (tecnologia), non come simbolo (arte, religione), ma come vita fisica condivisa. &#8230;</p>
<p>Nei tempi andati, l&#8217;artista voleva essere come i suoi maestri, mostrarsi degno di loro copiandoli ed imitandoli. L&#8217;artista moderno vuol essere differente, ed il suo omaggio alla tradizione prende la forma di un rifiuto. &#8230; L&#8217;estetica del cambiamento continuo chiede che ogni oggetto sia nuovo, &#8230; la tradizione diventa così una serie di rotture. La ricerca frenetica del cambiamento governa anche la produzione industriale, anche se per differenti ragioni: ogni nuovo oggetto &#8230; spinge fuori mercato l&#8217;oggetto che lo precedeva immediatamente. La storia dell&#8217;artigianato, invece, non è una successione di nuove invenzioni &#8230; Non ci sono rotture, piuttosto continuità, fra passato e presente. L&#8217;artista moderno ha deciso di conquistare l&#8217;eternità, il designer di conquistare il futuro; l&#8217;artigiano si fa conquistare dal tempo. Tradizionale ma non storico, connesso intimamente al passato ma non databile con precisione, l&#8217;oggetto d&#8217;artigianato rifiuta i miraggi della storia e le illusioni del futuro. L&#8217;artigiano non cerca una vittoria sul tempo, ma di immedesimarsi col suo fluire. Trasformando la ripetizione in forma di variazioni ad un tempo impercettibili e genuine, i suoi lavori diventano parte di una tradizione durevole. E così facendo resistono molto più a lungo di oggetti recenti che sono &#8220;l&#8217;ultima novità.&#8221;…<br />
L&#8217;artigianato, di nuovo, si mantiene fra due poli: come il design industriale è anonimo; come l&#8217;opera d&#8217;arte, è uno stile. Confrontato ai prodotti del design, il pezzo d&#8217;artigianato è anonimo ma non impersonale; confrontato all&#8217;opera d&#8217;arte, sottolinea la natura collettiva dello stile e dimostra che l&#8217;orgoglioso Io dell&#8217;artista è un noi.<br />
Diffusa in ogni angolo del mondo, la tecnologia è diventata la principale causa di entropia storica. Le sue conseguenze negative si possono riassumere un una frase: impone l&#8217;uniformità senza promuovere l&#8217;unità. Spiana le differenze fra culture e stili regionali distinti ma non sa eliminare le rivalità tra i popoli. Per di più, il pericolo della tecnologia non consiste solo nella potenza mortale di molte delle sue invenzioni, ma nel fatto che costituisce un grave pericolo per l&#8217;essenza stessa del processo storico. Trascurando la diversità di società e culture, trascura la storia stessa.<br />
La stupenda varietà di differenti culture è la vera sorgente della storia: incontri e congiunzioni di gruppi e culture dissimili, con idee e tecniche molto diverse.<br />
La tecnologia moderna ha portato numerose e profonde trasformazioni. Tutte, comunque, con lo stesso obiettivo e la stessa importanza: l&#8217;eliminazione dell&#8217;altro.</p>
<p style="text-align: center;">
<img class="aligncenter" src="http://www.susanneangst.com/poetry/paz/images/new_paz/OctavioPaz_small.jpg" alt="" width="331" height="245" /><br />
L&#8217;artigianato, invece, non è neanche nazionale, è locale. Indifferente ai confini e ai sistemi di governo, è sopravvissuto a repubbliche ed imperi: l&#8217;arte della ceramica, i cesti intrecciati e gli strumenti musicali dipinti negli affreschi di Bonampak sono sopravvissuti ai sacerdoti Maya, ai guerrieri Aztechi, ai preti Spagnoli e ai presidenti Messicani. Queste arti sopravviveranno anche ai turisti Yankee.<br />
Gli artigiani ci difendono dall&#8217;uniformità artificiale della tecnologia e dai suoi deserti geometrici: mantenendo le differenze, mantengono la fecondità della storia.<br />
L&#8217;artigiano non definisce se stesso in termini di nazionalità o di religione. Non è fedele a un&#8217;idea, né a un&#8217;immagine, ma a una disciplina pratica: la sua arte. Il suo laboratorio è un microcosmo sociale governato dalle sue leggi speciali. Il suo orario di lavoro non è stabilito dall&#8217;orologio, ma da un ritmo che ha più a che fare con il corpo e le sue sensibilità che con le necessità astratte della produzione. Mentre lavora, può parlare con gli altri e può anche mettersi a cantare. Il suo boss non è un invisibile direttore, ma un uomo più anziano che è il suo rispettato maestro e che spesso è un parente, o almeno un conoscente.</p>
<p>Per le sue dimensioni fisiche e il numero di persone che ne fanno parte, una comunità artigiana favorisce modi democratici di vita comune; la sua organizzazione è gerarchica ma non autoritaria, la gerarchia essendo basata non sul potere ma sul grado di competenza: maestri, lavoranti e apprendisti; e infine, l&#8217;artigianato è un lavoro che dà spazio a deviazioni spensierate e alla creatività. Dopo averci insegnato qualcosa sulla sensibilità e sul libero gioco dell&#8217;immaginazione, l&#8217;artigianato ci dà anche una lezione sull&#8217;organizzazione sociale.<br />
Le burocrazie sono i nemici naturali dell&#8217;artigiano, e ogni volta che cercano di &#8220;guidarlo&#8221;, corrompono la sua sensibilità, mutilano la sua immaginazione e degradano il suo lavoro.<br />
Il destino dell&#8217;opera d&#8217;arte è l&#8217;eternità ad aria condizionata del museo; il destino dell&#8217;oggetto industriale è la discarica. Il pezzo d&#8217;artigianato di solito scampa il museo e le sue vetrine, e quando gli succede di finirci, se la cava con onore. É un esempio prigioniero, non un idolo.<br />
L&#8217;oscena indistruttibilità della spazzatura non è meno patetica della falsa eternità del museo.<br />
L&#8217;oggetto fatto a mano non vuole durare millenni ma non possiede una tendenza spiccata verso una morte prematura. Segue il consueto trascorrere dei giorni, viene trascinato con noi dalla corrente che ci trasporta, si consuma poco alla volta, non cerca la morte né la nega: la accetta.</p>
<p>Fra il tempo immobile del museo e il tempo frenetico della tecnologia, il cuore dell&#8217;artigianato batte a ritmi umani. Una cosa fatta a mano è utile ma è anche bella; è un oggetto che dura a lungo ma anche un oggetto che invecchia lentamente e che è rassegnato a questo; un oggetto che non è unico nel senso in cui lo è un &#8216;opera d&#8217;arte e che può essere sostituito da un altro oggetto che è simile ma non identico. Gli oggetti fatti a mano c&#8217;insegnano a morire e così c&#8217;insegnano a vivere.</p>
<p><a class="a2a_dd a2a_target addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save#url=http%3A%2F%2Fwww.selvaticamente.it%2Fartigianato%2F%3Fp%3D259&amp;title=Uso%20e%20contemplazione" id="wpa2a_12"><img src="http://www.selvaticamente.it/artigianato/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share"/></a></p>]]></content:encoded>
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		<title>Celtica</title>
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		<pubDate>Fri, 21 Jan 2011 14:32:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>selvatici</dc:creator>
				<category><![CDATA[Feste celtiche]]></category>
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		<description><![CDATA[Sicuramente Celtica è la più bella festa celtica organizzata in Italia. Si svolge nell’incantevole Val Veny, comune di Courmayeur Valle D’Aosta. Noi ci partecipiamo dal 2004 ed ogni anno tornare nel Bosco del Peuterey oltre ad essere una buona occasione di lavoro è soprattutto una gioia profonda: a ogni passo Celtica è uno sguardo, un sorriso, una lacrima, un incontro&#8230; <a href="http://www.selvaticamente.it/artigianato/?p=129">(more...)</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sicuramente <a href="http://www.celtica.vda.it/"><strong>Celtica</strong></a> è la più bella festa celtica organizzata in Italia. Si svolge nell’incantevole Val Veny, comune di  Courmayeur Valle D’Aosta. Noi ci partecipiamo dal 2004 ed ogni anno tornare nel Bosco del Peuterey oltre ad essere una buona occasione di lavoro è soprattutto una gioia profonda: a ogni passo Celtica è uno sguardo, un sorriso, una lacrima, un incontro e lungo la strada del mercatino la creatività e la bellezza delle opere ti cattura per accompagnarti in uno squarcio di mondo celtico completato dai campi storici dei Sagitta Barbarica, dei Labarum Bagauda Teuta Laevi, del Clan Springall, di Bibrax, de La Cerchia, de La Val Äd L&#8217;Elf tutti bravissimi, preparati, attivi e intelligentemente al servizio del pubblico.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.selvaticamente.it/artigianato/wp-content/uploads/2011/01/celtica-2006-014.jpg"><img class="size-full wp-image-282 aligncenter" title="celtica 2006 014" src="http://www.selvaticamente.it/artigianato/wp-content/uploads/2011/01/celtica-2006-014.jpg" alt="" width="416" height="464" /></a></p>
<p style="text-align: center;">
<p><a class="a2a_dd a2a_target addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save#url=http%3A%2F%2Fwww.selvaticamente.it%2Fartigianato%2F%3Fp%3D129&amp;title=Celtica" id="wpa2a_14"><img src="http://www.selvaticamente.it/artigianato/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share"/></a></p>]]></content:encoded>
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		<title>Pavia, mercatino biologico artigianale</title>
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		<pubDate>Thu, 20 Jan 2011 15:51:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>selvatici</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il mercatino di Pavia si svolge ogni prima domenica del mese (tranne che a Gennaio e ad Agosto) nella storica Piazza del Duomo. E&#8217; uno dei mercatini più antichi, nato sul finire degli anni 80&#8242; come Mercatino Biologico (sono presenti banchi di frutta verdura, formaggi, alimenti vari, cosmesi &#8230;) e  adesso ha anche una parte artigianale, o almeno così dovrebbe&#8230; <a href="http://www.selvaticamente.it/artigianato/?p=88">(more...)</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" src="http://3.bp.blogspot.com/_XwN47B4xVGE/Sucg7eoc6KI/AAAAAAAAADo/3ag5wOSMxxY/s320/pavia_2.jpg" alt="" width="298" height="223" />Il mercatino di Pavia si svolge ogni prima domenica del mese (tranne che a Gennaio e ad Agosto) nella storica Piazza del Duomo. E&#8217; uno dei mercatini più antichi, nato sul finire degli anni 80&#8242; come Mercatino Biologico (sono presenti banchi di frutta verdura, formaggi, alimenti vari, cosmesi &#8230;) e  adesso ha anche una parte artigianale, o almeno così dovrebbe essere, dato che spesso comprende rivenditori di varie mercanzie etniche e non. Ma è ben organizzato, e frequentato da un pubblico affezionato e motivato. Per noi è stato una piacevole scoperta, ci partecipiamo dal giugno 2010 e abbiamo riscontrato un interesse crescente per i nostri manufatti artigianali. Se altri artigiani inizieranno a parteciparvi potrebbe diventare veramente bello.</p>
<p><a class="a2a_dd a2a_target addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save#url=http%3A%2F%2Fwww.selvaticamente.it%2Fartigianato%2F%3Fp%3D88&amp;title=Pavia%2C%20mercatino%20biologico%20artigianale" id="wpa2a_16"><img src="http://www.selvaticamente.it/artigianato/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share"/></a></p>]]></content:encoded>
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